di Linda Mille*
L’agopuntura agisce sul dolore da entrambe le prospettive, sia da quella orientale che da quella occidentale.
Per la nostra cultura occidentale il dolore è un’esperienza individuale e soggettiva, a cui convergono componenti puramente sensoriali (nocicezione) relative al trasferimento dello stimolo doloroso dalla periferia alle strutture centrali del sistema nervoso, e componenti esperenziali e affettive, che modulano in maniera importante quanto percepito.
I meccanismi implicati nel processo di percezione del dolore sono ancora oggetto di studio. La base delle più recenti ricerche in ambito antalgico resta comunque la cosiddetta “teoria del cancello” (gate control), elaborata da Melzack e Wall nel 1965: questa teoria presuppone l’esistenza di sistemi discendenti inibitori (cancello) sullo stimolo doloroso in ascesa e la modulazione del dolore avviene a livello della sostanza gelatinosa del corno midollare. L’agopuntura andrebbe ad agire proprio in questo senso, attivando e aumentando la portata dei sistemi inibitori del dolore. Dal punto di vista neurochinico, questa attivazione si traduce in un aumento della liberazione di β-endorfina e µ-encefalina nel PAG, nell’abenula, nel nucleo accumbens e nell’amigdala e alla liberazione di µ-encefalina nel midollo spinale: tale effetto è mediato dai recettori µ per gli oppioidi e presenta reversibilità al naloxone. A livello del midollo spinale viene stimolata la liberazione di dinorfina, con un effetto mediato dai recettori κ solo parzialmente reversibile con naloxone.
Dal punto di vista dell’Oriente e della MTC l’eziopatogenesi del dolore risiede nell’ostruzione al libero fluire di qi e sangue nei meridiani e l’Agopuntura è il trattamento principale per ripristinare il corretto fluire del Qi con la relativa scomparsa del dolore. In base alle caratteristiche del dolore, è possibile riconoscere le cause di questa ostruzione, fermo restando che per ottimizzare il trattamento è necessario differenziare le sindromi secondo gli organi:
– il dolore che peggiora con la pressione indica una sindrome di tipo shi (eccesso), da invasione di fattori patogeni
– il dolore che migliora con la pressione indica una sindrome di tipo xu (deficit), in genere di qi e sangue
– il dolore che migliora con il caldo è di natura fredda, il dolore che migliora con il freddo è di natura calda
– il dolore di tipo distensivo indica stasi di qi
– il dolore associato a pesantezza indica presenza di umidità
– il dolore di tipo trafittivo indica stasi di sangue
– il dolore migrante indica invasione di vento
* Medico Chirurgo, esperta in Agopuntura

