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Due importanti novità in campo legislativo in Italia

Medicina tradizionale cinese: una scienza antica, per una professione moderna. Due importanti novità in campo legislativo in Italia

Il nuovo anno si apre con due importanti novità per lo sviluppo delle medicine non convenzionali (MNC) e delle discipline bionaturali (DBN): la legge sulle libere professioni (1) (n° 4 del 14/01/2013) e l’Accordo stato-regioni (2) che regolamenta l’esercizio dell’Agopuntura, Fitoterapia e dell’Omeopatia (Atto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 7 febbraio 2013).

Si tratta di provvedimenti istituzionali, attesi da tempo, che danno voce alla sempre crescente richiesta da parte dei cittadini ed accolgono le indicazioni del Parlamento Europeo e dell’OMS, nella prospettiva di garantire il diritto alla salute e la libertà di scelta terapeutica: temi che riguardano tutti, per tutelare un bene supremo come la salute, aldilà di ogni differenza di età, di cultura, di fede religiosa e di orientamento politico.
Secondo le ultime statistiche (CENSIS 2008) il 23% degli italiani fa uso delle MNC (Medicine non convenzionali), scienze mediche che si fondano su teorie e tradizioni differenti dalla medicina scientifica occidentale. Per lungo tempo si è discusso di come definirle:  medicine “alternative” o  “complementari”?  Se nelle lingue anglosassoni è prevalso il termine CAM (Complementary and Alternative Medicine), il Parlamento Europeo ha scelto la definizione di “Medicine non convenzionali” (3) . Tra queste, la Medicina Tradizionale Cinese è la più diffusa nel mondo: l’Agopuntura si esercita in almeno 140 paesi del mondo; ha oltre 2000 anni di storia e di clinica documentata e fra le medicine tradizionali è quella con al suo attivo il maggior numero di studi scientifici.

La ricerca scientifica ha continuato incessantemente ad esplorare i meccanismi di azione e l’efficacia delle Medicine non convenzionali nel mondo. Partendo dalla evidenza dei risultati effettivi dell’Agopuntura, i ricercatori si sono chiesti in che modo fosse possibile documentarli a livello scientifico.  Si è verificata, nel corso degli anni, l’inadeguatezza del modello di ricerca basato sulla “Evidence Based Medicine” per documentare pienamente l’efficacia di medicine,  che si basano su un paradigma diverso da quello biomedico, ed in particolare su un approccio personalizzato e olistico alla persona.  Secondo le indicazioni dell’OMS contenute in un importante documento del 2000 (4), è importante che nel contesto di uno studio clinico  si prenda in debita considerazione la teoria medica tradizionale. La Medicina Tradizionale Cinese si basa su un paradigma del corpo umano differente da quello della moderna biomedicina. E’ necessario che l’approccio olistico alla cura del paziente trovi spazio nelle metodologie di ricerca, per ottenere una rappresentazione valida della MTC e della sua efficacia (5).

La ricerca medica si sta orientando sempre più decisamente verso l’integrazione ed in effetti  la medicina è una, così come l’umanità, e l’errore più grande che si potrebbe commettere sarebbe quello di contrapporre un tipo di medicina ad un’altra (6). In Cina a partire dagli anni 50-60 è in vigore un sistema sanitario integrato, in cui cooperano medici e strutture di medicina occidentale e di medicina tradizionale cinese. Anche le Università adottano un modello formativo complementare, all’interno del quale gli studenti del corso di laurea in medicina tradizionale cinese vengono formati anche in medicina occidentale,  a sua volta chi studia principalmente medicina occidentale, deve conoscere le basi della medicina tradizionale. In questo modo i sanitari sono in grado di indirizzare l’assistito alla forma di trattamento meglio indicata per il suo caso. Questo criterio di integrazione corrisponde alle indicazioni dell’OMS (7) e del Parlamento Europeo, che nello “Statuto delle Medicine non convenzionali” (8) recita: “la formazione dei terapeuti della medicina convenzionale dovrebbe comprendere anche un’iniziazione a talune discipline mediche non convenzionali”.

Uno dei principi chiave della Medicina Tradizionale Cinese è “curare il malato e non la malattia”: la guarigione si ottiene attraverso un riequilibrio globale delle funzioni organiche, l’attenzione è focalizzata sulla persona nella sua completezza ed un particolare riguardo è dedicato all’elemento spirituale e all’equilibrio psico-emozionale. Molti metodi e tecniche della Medicina Tradizionale Cinese esulano da un ambito strettamente terapeutico e mirano a rafforzare le risorse vitali della persona, a prevenire le malattie e promuovere la salute nel senso pieno del termine, cioè, per usare la definizione dell’OMS del 1946, “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità”.

Quindi la Medicina Tradizionale Cinese trova applicazione sia nel campo propriamente medico-sanitario, sia in quel vasto settore emergente che prende il nome di Discipline bionaturali e del benessere. Si tratta di tutte quelle metodiche naturali, ispirate ad un approccio globale alla persona e alla sua condizione, volte a favorire il raggiungimento, il miglioramento e la conservazione del benessere globale della persona, stimolando le risorse naturali dell’organismo: per la medicina cinese, si tratta di coltivare e rafforzare il Qi , che costituisce la nostra forza vitale più profonda, e preservare l’equilibrio yin-yang dell’organismo. L’attività dell’Operatore delle Discipline bionaturali e del benessere (9) è ben distinta dall’intervento medico-sanitario e viene incontro alla diffusa esigenza di equilibrio ed armonia con la natura che il nostro sistema di vita mette sempre più a dura prova.  Tale attività non è assolutamente in conflitto con quella dei medici, che infatti in misura crescente attivano studi professionali congiunti e consigliano ai propri pazienti di ricorrere a metodi naturali per il riequilibrio dell’organismo come il massaggio Tuina, gli esercizi Qigong, la Naturopatia, la Riflessologia, le tradizioni orientali del massaggio…   D’altra parte gli operatori in grado di esercitare con coscienza e serietà queste discipline devono essere preparati non solo nel proprio specifico, ma è necessario abbiano basi di medicina occidentale sufficienti per riconoscere le principali patologie ed indirizzare il proprio cliente alle strutture sanitarie competenti.

Le distinte figure professionali dei Medici e degli Operatori hanno in comune l’ obiettivo di tutelare la salute e il benessere delle persone, e per raggiungerlo i risultati migliori si riscontrano nella cooperazione: i nuovi provvedimenti legislativi citati in apertura, che assicurano da una parte il pieno riconoscimento degli Operatori DBN e dall’altra parte regolamentano la formazione e l’esercizio dell’Agopuntura, Fitoterapia e Omeopatia per i medici possono dare un forte impulso in tal senso. Attraverso i sistemi di certificazione di qualità, i  nuovi provvedimenti contribuiscono ad evitare i  rischi di incorrere in abusi e speculazioni.  In questo contesto, la qualità della formazione ha un ruolo determinante.

Laura Ciminelli
Responsabile Coordinamento Didattico Villa Giada
Presidente Federazione Italiana Scuole Tuina e Qigong

laura@chinalink.it

 

Note:

 

[1] Video: Convegno Olis Festival 10.2.2013 – IAS – APOS – Le Discipline Bio Naturali: La grande svolta
http://youtu.be/wh69ex6RABo

 

Documentazione: http://www.colap.it ;  http://confederazionedelledbn.dbnnews.it/

 

 

 

[2] Testo: https://chinalink.it/wp-content/uploads/2013/03/Stato-regioni-2.pdf

 

 

 

[3] “considerato che … si può qualificare di «alternativo» un trattamento medico o chirurgico in grado di sostituirne un altro e di «complementare» un trattamento utilizzato a integrazione di un altro; che risulta equivoco parlare di disciplina medica «alternativa» o «complementare», nella misura in cui solo il contesto preciso nel quale la terapia è utilizzata permette di determinare se essa sia all’occorrenza alternativa o complementare; che una disciplina medica alternativa può altresì essere complementare; che nella presente risoluzione il termine «medicine non convenzionali» riassume le nozioni di «medicine alternative», «medicine dolci» e «medicine complementari», utilizzate indistintamente in taluni Stati membri per designare le discipline mediche diverse dalla medicina convenzionale..“ Statuto delle Medicine non Convenzionali”.  Risoluzione n° 75 del Parlamento Europeo – 29/5/97

 

[4] “General     Guidelines for Methodologies on Research and Evaluation of     Traditional Medicine” WHO – 2000

 

 

 

[5] Si     veda al proposito: Joint Sino-Italian Laboratory on Traditional  Chinese Medicine – National Institute of Health, Tianjin University of TCM –  January 19,2009

 

 

 

[6] Per approfondire:  “Risolvere la crisi della medicina moderna attraverso l’integrazione tra Medicina Occidentale e Medicina Cinese”, in http://www.fistq.org/FISTQNewsletter4.pdf pag. 9

 

 

 

[7] “WHO Traditional Medicine Strategy 2002-2005”

 

 

 

[8] Vedi sopra, nota 3

 

 

 

[9] “Sono definite discipline bionaturali le pratiche che stimolano le risorse naturali dell’individuo e sono mirate al benessere, alla difesa e al ripristino delle migliori condizioni della persona, alla rimozione degli stati di disagio psicofisico e quindi volte a generare una migliore qualità della vita. Le discipline bionaturali hanno inoltre le finalità di favorire la piena e consapevole assunzione di responsabilità di ciascun individuo in relazione al proprio stile di vita e di stimolare le risorse vitali della persona intesa come entità globale e indivisibile. Fermo restando tali caratteristiche di base comune, ogni disciplina utilizza approcci, tecniche, strumenti e dinamiche originali e coerenti con il modello culturale specifico da cui prende origine
– Naturopatia
– Shiatsu
– Riflessologia
– Massaggio Cinese Tuina – Qigong
– Massaggio Ayurvedico
– Pranopratica
– Reiki”

 

 

 

On. Moroni “Istituzione della figura Professionale di Operatore  delle Discipline del Benessere”  Progetto di Legge 2005

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