Il ruolo della medicina cinese nella prevenzione e cura del COVID-19

In questo completo e documentato articolo, Shelley Ochs e Thomas Avery Garran ripercorrono la storia dell’intervento del National Chinese Medicine Treatment Expert Group a Wuhan a partire dalla fine del gennaio 2020, ed il lavoro di coordinamento della Medicina cinese nella lotta al COVID-19 a livello nazionale: circa 4.900 medici e personale di Medicina Cinese impegnati sul fronte. Su 70.000 pazienti con diagnosi COVID-19, il 91,5% hanno utilizzato in qualche forma la medicina cinese. Ciò è dovuto a diversi fattori, primo dei quali, la distribuzione gratuita da parte del governo delle prescrizioni fitoterapiche, e l’incorporazione della Medicina Cinese nel sistema ospedaliero, che ne hanno aumentato l’accesso e la credibilità.

Il National Chinese Medicine Treatment Espert Group fu composto da cinque autorevoli protagonisti della ricerca e della clinica di Medicina Cinese, diretto dal prof. Zhang Boli, con l’incarico di operare sul frontline e redigere i piani guida di diagnosi e trattamento.  Furono redatte nove edizioni del piano,  aggiornate in base ai dati ricavati tramite app provenienti da venti provincie e circa 1000 pazienti,  per ciascuno dei quali erano riportati sintomi, sviluppo della malattia e segni specifici determinanti per la diagnosi e il trattamento di medicina cinese,  come le immagini della lingua. La versione finale della sezione di Medicina Cinese  del “Diagnosis and Tretment Protocol for Novel Coronavirus Pneumonia” fu tradotta in numerose lingue e in italiano si può leggere qui: https://chinalink.it/il-protocollo-di-cura-ufficiale-della-polmonite-da-coronavirus-in-cina/

Le formule per i decotti di Medicina Cinese furono elaborate sulla base di una combinazione e modifica di molte formule classiche.  Come scrive il prof. Zhang Boli, “la formula non solo si basa sulla letteratura classica della medicina cinese, ma anche riflette la nostra esperienza clinica. Utilizzando la tecnologia ed elaborando le piattaforme dati, abbiamo trovato due medicinali  particolarmente utili. Il primo è Huzhang (Reynoutria iaponica) che ha mostrato la più forte inibizione del nuovo coronavirus. Il secondo è Mabiancao (Verbena officinalis) con un’attività significativa sulle infiammazioni delle piccole vie aeree polmonari. Così abbiamo aggiunto questi due medicinali nella formula; di conseguenza, questa formula si basa sulla combinazione di letteratura classica, esperienza clinica e moderna ricerca farmaceutica.”

Ochs e Garran descrivono modalità e risultati della sperimentazione clinica svolta presso il Jiang Xia Temporary Shelter Hospital con la formula sopra descritta dal prof Zhang Boli, e con la formula “Wuhan Anti-Epidemic Formula 1” della quale furono distribuite oltre 800.00 dosi a circa 50.000 persone elaborata dal prof Tong Xiaolin, che scrive: “Ho vissuto personalmente questa pandemia globale, che è un qualcosa che succede solo una volta in centinaia di anni, e posso dire orgogliosamente che la nostra Medicina Cinese ha superato l’esame del secolo. Se noi riflettiamo al fatto che, sono trascorsi due secoli dall’incontro della medicina cinese con la medicina occidentale, e cinquanta anni di sviluppo della Medicina integrata cinese-occidentale, la sistematizzazione della medicina cinese in distinti dipartimenti, ed altre importanti evoluzioni hanno apportato un cambiamento più grande di quanto mai visto nei 1000 anni precedenti, allora possiamo capire come la recente partecipazione alla “guerra all’epidemia” rappresenti un grande punto di svolta in questa storia”.

Gli autori passano quindi ad esaminare il complesso rapporto tra istituzioni e parti coinvolte nel mondo della Medicina Cinese in Cina, e le prospettive di espansione in altri Paesi e territori. Le attuali tensioni sociali, politiche ed economiche tra la Cina e molti paesi, non depongono bene per l’espansione della Medicina Cinese. Nelle parole degli autori, “la valutazione obiettiva del ruolo della Medicina Cinese nella prevenzione e cura del COVID-19 da parte di storici, antropologici, e medici potrebbe contribuire a costruire dei ponti tra le diverse narrazioni in competizione che hanno effetto sull’intera comunità globale. Noi continuiamo a sperare che un esito positivo di questa pandemia globale possa essere una maggiore consapevolezza dell‘impatto della cultura e della società sugli esiti della malattia e dell’urgente necessità di cooperare anche in caso di disaccordo sulle migliori pratiche mediche“.

Leggi l’articolo completo:

The Role of Chinese Medicine in Treating and Preventing COVID-19 in Hubei, China

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