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Introduzione storica alla naturopatia parte 2

Continuiamo il viaggio iniziato qualche giorno fa nella storia della naturopatia. Per approfondire questo ma anche i numerosi temi inerenti alle cure naturali l’appuntamento è con il Seminario intensivo di Naturopatia del 13 e 14 aprile.

Christian Friedrich Samuel Hahnemann (Meissen, Sassonia, 1755 – Parigi 1843, medico tedesco). Hahnemann si laureò in medicina nel 1779 ed esercitò la professione per dieci anni a Lipsia, nel 1789 si rese conto dell’inadeguatezza delle dottrine mediche di quel tempo ed intraprese il lavoro di traduttore di testi per guadagnarsi da vivere.

Durante la traduzione di un capitolo dedicato alla corteccia di china, riportato nella “Materia medica” del Cullen, medico scozzese, in cui veniva descritto che gli operai addetti alla lavorazione della china si ammalavano di febbri intermittenti, con sintomi simili alla malaria, intuì il significato della similitudine. Osservò in seguito che “una sostanza assunta a dosi ponderali, tossiche non letali, provocava in un individuo sano i sintomi di un’intossicazione, intuì che la  somministrazione della stessa sostanza, in dosi diluite infinitesimali e  dinamizzate, poteva guarire una persona malata con quegli stessi sintomi”.

Elaborò un metodo di preparazione dei rimedi omeopatici basato sulla diluizione centesimale e sulla dinamizzazione, utilizzando materie prime provenienti dal regno vegetale, animale e minerale. Si dedicò ad una serie di studi e di sperimentazioni su se stesso dei vari rimedi; riprese l’esercizio della professione con successo e formulò la dottrina omeopatica pubblicando le opere fondamentali.

Nel 1810 pubblicò “Organon. Dell’arte di guarire”, opera che contiene i principi fondamentali e la descrizione degli effetti di un centinaio di rimedi. Seguì la pubblicazione della “Materia medica pura” (1811-1821), testo in cui vengono descritte in ordine alfabetico le patogenesi (l’insieme de sintomi provocati in via sperimentale dalla somministrazione in dosi ponderali di una sostanza in un individuo sano) dei singoli rimedi.

L’omeopatia è la tecnica terapeutica che, indipendentemente dalla malattia, cerca di individuare quali sono nel dettaglio i sintomi soggettivi e oggettivi del malato, al fine di scegliere come farmaco la sostanza che, somministrata a un individuo sano a dosi progressivamente crescenti, è in grado di produrre un quadro di intossicazione avente l’identica sintomatologia.

Il termine (dal greco omoios, simile, e pathos, malattia) fu creato nella prima metà del sec. XIX dallo stesso fondatore di questa scuola. Hahnemann, in opposizione al termine di omeopatia, introdusse il termine di “allopatia” (dal greco allos, diverso e pathos, sofferenza) definizione riservata alla medicina convenzionale.

Vincent Preissnitz (1799-1851), medico tedesco, esaltò l’importanza della vita all’aria aperta e il suo effetto favorevole nel processo di guarigione.

Padre Sebastian Kneipp (1821-1897), abate austriaco, fu il continuatore dell’opera di Priessnitz e convinto assertore dell’unità psicofisica dell’uomo, diede un contenuto sistematico alle idee del suo predecessore. Ebbe grande notorietà nella seconda metà dell’Ottocento ed influenzò notevolmente con il suo pensiero le generazioni successive di naturopati.

Egli credeva profondamente nel potere curativo delle piante e dell’acqua ed elaborò una teoria basata su cinque pilastri fondamentali: idroterapia, fitoterapia, terapia del movimento, terapia dell’alimentazione e stile di vita.

Come per altri naturopati, la prevenzione delle malattie era per Kneipp il momento fondamentale di ogni regime curativo.

Particolare importanza rivestiva per lui l’uso dell’acqua, (calda, fredda o tiepida) per agire sulla regolazione interna degli organi e sulla funzionalità dei vasi sanguigni; sviluppando i suoi principi giunse in seguito a proporre oltre 130 modelli di regimi terapeutici, a base di bagni d’acqua, spesso con l’aggiunta di piante medicinali. Dell’impostazione di Kneipp sopravvivono tuttora, nei paesi di lingua tedesca, numerosi centri idrotermali che praticano il suo metodo dando importanza alla fitoterapia e alla concezione “olistica” della terapia; si può affermare che la cultura del termalismo diffusa negli ultimi due secoli, trova in Kneipp il principale assertore.

In questo periodo si diffusero le cure naturopatiche in America, fra i piu noti sostenitori ricordiamo Sylvester Graham (1794-1851) e Benedict Lus (1872-1945), allievo di Kneipp, che fondò a New York la prima erboristeria.

Sylvester Graham (1794-1851) statunitense, si interessò sia delle pratiche alimentari che salutistiche in genere,  che promosse sviluppando il vegetarismo e l’uso di cereali integrali.

Louis Kuhne (1835-1901) personaggio di grande carisma influenzò, insieme a Kneipp, i grandi naturopati americani: Lust e Lidhlahr. Creò un centro naturale e sviluppò la “scienza dell’espressione facciale”, un sistema di diagnosi fisionomica, basata sul concetto che “il disturbo si manifesta tramite la comparsa di modificazioni del corpo, specie del collo e del volto”. Favorisce, per eliminare le scorie, l’uso di saune, bagni di sole, frizioni dell’addome e dei genitali, consiglia la dieta vegetariana a basso consumo di sodio. Egli afferma che “il cibo che modifichiamo artificialmente con la cottura, il sale e lo zucchero, è quello che si digerisce con maggiore difficoltà” e porta avanti il concetto di fermentazione per eccesso di tossicosi nei lumi naturali (intestino, vescica urinaria, pelle, polmoni).

John Harvey Kellogs (1852-1943), si dedicò allo studio ed alla soluzione del problema della stitichezza, introducendo fibre a base di cereali nella dieta.

Arnold Rikli (1823-1906), medico svizzero fu tra i primi a scoprire i vantaggi delle condizioni climatiche di Bled, località situata sui monti Veldes in Slovenia. Fondò l’Istituto di cure naturali e iniziò ad attuare i propri metodi di cura.

Il metodo di cura del dottor Rikli si basava sull’importanza della luce del sole e della cura atmosferica. Si effettuavano bagni sia nelle acque del lago che negli impianti balneari. Per i bagni veniva adoperata l’acqua di due sorgenti della temperatura di 10 e 15,6 gradi centigradi, alternati da bagni di vapore molto caldi, la cura veniva completata con esposizione al sole. Il programma prevedeva delle lunghe passeggiate mattutine a piedi nudi sull’erba bagnata di rugiada, per migliorare la circolazione.

Henry Lindlahr (1862-1924), medico-naturopata, pioniere e divulgatore della naturopatia americana. Il suo metodo parte dal principio che i disturbi acuti diventano cronici in seguito a soppressione, la cura è il “ritorno alla natura” di cui la dieta naturale è la base: frutta (vitamina C), riso integrale (tiamina), verdura a foglia (ferro); egli promuove la cucina vegetariana, ma razionale, lasciando spazio alla trasgressione periodica.

Dà importanza all’ambiente: luogo di lavoro, abitazioni, abiti, abuso del tabacco, riposo e rilassamento, aspetti  fondamentali per iniziare una vera cura.

Valorizza l’acqua, la luce e l’aria (afferma “l’uomo è animale d’aria”), e le tecniche di movimento e manipolative: osteopatia, chiropratica, massaggio e sport.

Svolse ricerche e studi inerenti la medicina vibrazionale e la teoria atomica divenendo il precursore della biorisonanza elettronica.

Benedict Lust (1864-1945), naturopata tedesco, allievo di Kneipp, creo il termine “naturopata” e fondo a New York la prima erboristeria.

Fu il precursore delle cure naturali sistematizzate, consistenti in fitoterapia, idroterapia, dieta vegetariana, omeopatia, massaggio, chiropratica e osteopatia, e il primo a sperimentare e ad utilizzare l’elettricità a scopi terapeutici.

Uno degli aspetti piu importanti della sua filosofia è “l’uso della naturopatia per trasformare la vita delle  persone”.

Intende per naturopatia una scuola terapeutica distinta e separata dalla medicina, che opera attraverso il potere delle forze naturali quali acqua, aria, sole, terra, erbe, elettricità, magnetismo, esercizio, riposo e dieta, con l’ausilio di varie modalità manuali quali massaggio, osteopatia, chiropratica, nonché la scienza morale e mentale.

Sottolinea l’importanza del digiuno e della dieta idrica. Fonda la scuola americana di naturopatia nel 1901 e contribuisce a inserire lo yoga in America.

Ignaz Von Peczely (1826-1911) di Budapest,  fondatore dell’iridologia unitamente allo svedese Nils  Liljequist (1851-1936).

Secondo una leggenda Ignatz Von Peczely, ancora bambino, osservando gli occhi di un gufo con una zampa spezzata, notò una diradazione della trama nella parte inferiore dell’iride del volatile. Da questa prima osservazione avrebbe intuito la possibile correlazione tra segni sull’iride e le patologie, ipotesi confermata da numerose osservazioni successive.

Ad Ignatz Von Peczely si deve la scoperta dell’importanza diagnostica delle alterazioni morfologiche dell’iride: patografia.

Nils Liljequist (1851-1936), pastore protestante svedese, rilevò come la somministrazione di alcuni farmaci modificasse il cromatismo dell’iride.  A Nils Liljequist si deve la scoperta della rilevanza delle alterazioni cromatiche nella diagnosi iridologica: patocromia. Nils Liljequist, iniziò a studiare l’iride più o meno nello stesso periodo di Von Peczely, egli notò, in particolare, come alcune alterazioni del colore dell’iride fossero legate all’assorbimento, da parte dell’organismo, di determinate sostanze chimiche.

Semplificando si può dire che Von Peczely scoprì il significato delle alterazioni dei segni della trama iridea (patografia), mentre Liljequist scoprì il significato delle alterazioni cromatiche del tessuto irideo (patocromia).

Tra gli altri personaggi importanti dell’iridologia ricordiamo: Schlegel, allievo di Liljequist, e Thiel. Della scuola tedesca ricordiamo (Schnabel, Deck, Angerer), della scuola francese (Vannier, Jausas, Bourdiol) e della scuola americana (Jensen e Melmauer per gli studi sulla sclerolgoia).

In Italia i primi ad interessarsi di iridologia furono: Luigi Costacurta, Siegfried Rizzi, Emilio Ratti e Sebastiano Magnano.

Luigi Costacurta (1921-1991) ha divulgato in Italia le concezioni di Manuel Lezaeta Acharan, conosciuto nel 1959, a Santiago del Cile, dal quale apprese le conoscenze relative alle pratiche igienistiche naturali e l’iridologia,  facendo pratica ed esperienza.

Siegfried Rizzi ha sviluppato i suoi studi evidenziando l’importanza dell’orlo pupillare interno, sviluppando gli studi sull’iridologia applicata ad individuare il rimedio omeopatico.

Emilio Ratti ha pubblicato il secondo libro di iridologia in italia, traendo spunto dal libro di J. Deck: Principi di iridodiagnosi.

Sebastiano Magnano costituisce nel 1985, nell’ambito dell’Associazione Scuola della Salute, il Centro Italiano di studi iridologici per la diffusione e la pratica dell’iridologia in Italia. Approfondisce gli aspetti olistici dell’iridologia ed è il fondatore dell’indirizzo psicodiagnostico in iridologia, che permette una lettura ampia e complessa della personalità, paragonabile a quella ottenibile con l’esame grafologico o con un test proiettivo.

Daniele Lo Rito, medico, studioso della materia iridologica,  formatosi con gli insegnamenti del Dott. Siegfried Rizzi. Dal 1990 ha pubblicato numerosi libri di iridologia. Scopritore del Cronorischio: analisi dell’iride che mette in evidenza l’età nella quale determinati eventi hanno inciso sullo sviluppo e la formazione dei disturbi individuali.

1 commento su “Introduzione storica alla naturopatia parte 2”

  1. Mi interesso da 30 anni di vegetarianesimo e veganesimo, memore degli insegnamenti di Leonardo Campagnaro che mi ha introdotto alla medicina dolce
    facendomi scoprire un mondo dove lo stile di vita armonico, coniugato agli alimenti idonei alla fisiologia umana, all’attività fisica leggera, alla propria spiritualità e all’abbandono delle molecole di sintesi chimica, fanno la differenza tra una esistenza di dolore per patologie che costellano la vita intera ed un’esistenza piena di significato che dalla gratitudine al Signore, trae la sua ragione d’essere.

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